Spleen
et Ideal.
La maggior sofferenza del vivere moderno, fors' anche più dell' indigenza é sicuramente la noia esistenziale, ovvero lo Spleen che ci toglie tutto anche la speranza a cui nessuno può e vuole rinunciare, é dunque comprensibile come gran parte delle azioni umane, anche le più apparentemente irrazionali come lo sport o la ricerca del potere, magari anche a costo della vita, siano quasi sempre dei tentativi più o meno intelligenti ,a seconda del livello culturale di chi li compie, di combattere l' angoscia dello Spleen. Cosa c' é di peggio infatti che vedere scorrere i propri giorni verso la fine irrimediabilmente uguali senza la speranza di un cambiamento portato dall' arrivo del Messaggio dell' imperatore della grande Cina che in punto di morte ha destinato proprio a te ,ultimo dei sudditi? Sai che la strada é lunga ed impossibile, per quanto determinato, che il messaggero possa mai raggiungerti, ma alla sera siedi sulla veranda della tua casetta e scruti l' orizzonte sperando di vederlo un giorno arrivare? Cosa c'é in effetti di più frustante che girare attorno ad un problema o ad una situazione senza uscita macerandosi nell' inazione dopo aver passato notti insonni a passare mentalmente in rassegna mosse e contromosse di una partita a scacchi con la morte
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che non portai mai vincere. Ed ecco che lo Spleen, sempre in agguato, ti assale, ti figuri gia' morto prima di esserlo veramente, con la mente ti rappresenti gia' alla fine di quei pochi anni che ti restano ancora da vivere, sai di averne gia' sprecati gran parte occupandoti di cose che pensavi importanti ma che ora alla luce delle tue esperienze giudichi solo sbagli o dettagli di poco valore e pensi sempre più spesso al tempo sprecato, alle malattie che ti aspettano, alle tante cose che volevi fare, non hai fatto, e che non farai mai. A volte magari pensi di aver trovato qualcosa di nuovo, qualche particolare risolutore al quale non avevi pensato prima ma l' euforia é di breve durata e tutto naufraga sugli scogli della dura realta quotidiana che si trascina in gesti inutili, banali, ripetitivi e senza senso come in uno spettacolo dell' assurdo in cui la vittima sacrificale alla fine sei solo tu. Ed allora l' inazione ti assale, imprese di grande momento il loro corso insabbiano e pure il semplice respirare si mostra in tutta la sua inutilita' portandoti fino a credere che "La vita non valga la pena d' essere vissuta" La vera tragedia é che in ogni momento tutti sappiamo chiaramente "Cosa ci si perde" nella vita per averne assaggiato talvolta dei piccoli bocconi o per i guasti dell iper-informazione a cui siamo sottoposti ogni giorno per fini consumistici. La vita ha dei piaceri ed offre delle cose immensamente belle e tutti noi, anche se lo celiamo a boi stessi nascosto sotto la coltre delle menzogne ed ipocrisie dell' educazione cristiana (che ci ricorda di sforzarci di entrare nella porta stretta) abbiamo chiaro e sempre presente quello che potremmo essere o fare se solo fossimo esseri liberi. Il peso di tale consapevolezza é decisamente troppo da sopportare per un comune mortale se non abbia la vocazione del santo o del martire ma é invece ancora un animale fatto di carne e di sangue e non puro spirito immortale come vorrebbe. Per combattere le frustrazioni e gli stress a cui siamo quotidianamente sottoposti ed i bisogni biologici negati, in nome del benessere materiale come il sonno, il sesso e l' allegria, ci impegnamo alla ricerca del nostro irraggiungibile Ideal al solo scopo di stancarci e perdere energie, in cazzate quali, le droghe, il turismo frenetico, le abbuffate natalizie, i balli scatenati, le sboccate allusioni sessuali, la pornografia, il sesso deviato, la guida spericolata, alienazioni che paiono solo una specie di moderna riedizione del mito di Sisifo in chiave masochistica. Ecco quindi nascere gli atteggiamenti sicuri ed arroganti della donna in carriera e dell' uomo che non deve chiedere mai ma sniffa o prende i tranquillanti e magari accumula ricchezze che non porta' mai spendere nella ricerca del potere come esorcizzazione delle paure ed angoscie dell' esistenza. E' proprio la consapevolezza che tutti abbiamo nell' intimo della vacuita' di tali atteggiamenti a generare lo Spleen che gli spiriti più "Semplici" cercano di combattere agitandosi convulsamente come fa la mosca sul vetro nella vana speranza di attraversarlo.
All'asceta o più semplicemente all' uomo di buon senso, egualmente impotente ed inerme come l' idiota difronte agli " Eventi naturali" non resta che seguire le uniche regole che possano dare un senso alla vita umana quali l' estetica , il principio di minima azione , la nobilta' d' animo, la cultura, il rispetto della vita in ogni sua forma, l' onore, imperativi categorici che portano l' uomo ai massimi livelli della scala sociale, alla Creme del la creme. Questi sono i principi inderogabili per una vita all' insegna dell' estetica e del buon gusto, alla ricerca di quell' irraggiungibile "Ideal" che resta l' unica difesa umana contro il disagio della civilta' e l' angoscia dello Spleen.P.S. Per i sapienti o gli acculturati di turno, per i quali naturalmente nutro il massimo disprezzo, in quanto ritengo siano una mezza-vigogna che ha perso la naturalezza e la semplicita' della beata ignoranza senza per altro aver acquisito la modestia ed il dono del dubbio che sono insiti nella conoscenza voglio precisare che, nel mio Spleen et Ideal, mi sono liberamente ispirato a Baudelaire ed altri senza la pretesa di interpretarne il pensiero che non ricordo, non so, non mi interessa anche se sicuramente rispetto e mi ha in qualche modo ispirato :-)