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La catarsi nella lotta

Nessuno ti conosce. No. Ma io ti canto.
Canto per dopo il tuo profilo e la tua grazia.
L'insigne maturità della tua conoscenza.
Il tuo appetito di morte e il gusto della sua bocca.
La tristezza che ebbe la tua coraggiosa allegria.

http://digilander.libero.it/ccalbatross/poesia/lorca/1.htm

Catarsi

(Che non vuol dire "Trovarsi" da qualche parte

come derideva l' amico Veneto che mi ha ispirato la scrittura di queste pagine

al quale non so se devo essere riconoscente o meno dell' impegno con me stesso che mi ha costretto ad assumermi mentre io per natura sarei piu' un poeta orale come Omero od un iconoclasta come Gauguin che dicono abbia alla fine bruciato i suoi ultimi lavori. I monaci Tibetani distruggono i loro disegni appena completati mentre i Thai piu' prosaicamente distruggono ogni bene o propieta' appena riescono a metterci su le mani e per questo confesso li trovo cosi' "Estetici" seppur cosi' irritanti e frustranti nella loro arroganza di dettare sempre ordini condizioni basate sul "Potere del niente". Sara' questo il fascino principesco delle loro donne che anche quando elemosinano differiscono cosi' tanto dalle altre donne, filippine, cinesi, giapponesi e le occidentali, in particolare quelle dell' est sempre in cerca di "Piazzarsi", una Thai non si piazza mai, lei semplicemente e naturalmente "Vuole e pretende" e poi con la stessa naturalezza sperpera  tutto quello che le passa a tiro per se e per guadagnare "Faccia sociale" con gli altri Thai.

Catarsi (Dal greco katharsis, "purificazione"), termine utilizzato per la prima volta nel 1895 da Sigmund Freud e Joseph Breuer nei loro studi sull'isteria per indicare la liberazione di emozioni, alla base di tensioni o ansia, grazie al recupero di pensieri o ricordi.

Io credo parimenti nel valore liberatorio della catarsi nella lotta per la lotta anche se fine a se stessa dato che in un mondo SenzaDio ne valori dove il "merito paziente" riceve solo dileggio dalla iniquita' e dall' ignoranza  dandoci la tentazione di abbandonare ogni aspirazione morale prendendo in seria considerazione l' Amletica soluzione 

Piu' della paura del "Dopo" ritengo che la LOTTA assieme alla ricerca estetica bel bello sia motivo sufficente per trattenersi in questa vita. La lotta da valore al continuare a vivere sia  per la purificazione morale che si ottiene da essa  e come rivendicazione della nostra condizione di uomini orgogliosamente mortali che non si piegano difronte alla natura matrigna ne si inchinano supinamente a nessuna forma di potere  di autorita' , organizzazione od ecclesia per quanto valore e rispetto il nome di questa sia circondato. La lotta, anche se fine a se stessa,  purifica e rende morale la vita mentre e il bello e l'estetica la consola e la rende piu' sopportabile in attesa della pace etterna!

Amen!

Mentre la retorica e la burocrazia sono il veleno che da sempre ci ammorbano la vita.

Ecco un serio esempio di quello a cui mi riferisco

http://digilander.libero.it/ccalbatross/poesia/lorca/1.htm

 

E degli esempi "Scherzosi"

... un po' di bello per consolarci,

Sara' l' unica cosa che potremo ancora produrre in Italia ?

Queste invece si producono da sole,

 invero in modo molto piu' piacevole,

 anche se non sono per questo prive di controindicazioni 

         

ma a volte possono fare piu' male di questa...

 

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